Viola Ledda, Agorà & il film Buon Lavoro

Noi di donne in movimento siamo molto affascinate dai giovani talenti italiani .

Ci hanno molto incuriosito dei video backstage di un film dal titolo BUON LAVORO, realizzato a Sassari nell'ambito di un laboratorio socio-educativo comunale. Abbiamo così deciso di intervistare la giovane sceneggiatrice Viola Ledda.

●Ciao Viola, siamo molto , molto felici di intervistarti.Nasci a Sassari terra che ami tantissimo , sei figlia unica e hai sempre amato la recitazione fino a diventare una bravissima teatroterapista .Vuoi parlarci della tua passione?

Ciao! la specializzazione in Teatroterapia credo sia stato il mio naturale percorso: lavoravo nel teatro da dieci anni e mi ero appena laureata in Scienze della Comunicazione e mi domandavo cosa realmente volessi fare. Sicuramente volevo un lavoro che attraverso l’arte si occupasse delle realtà svantaggiate. Mi affascinava imparare una metodologia per poi creare un mio metodo che potesse tener conto del mio percorso personale e del mio essere così feci il colloquio per entrare alla Scuola Politeama di Monza e fui selezionata. C’è un qualcosa di magico nel vedere la messa in scena dei vissuti di chi di volta in volta fa i laboratori e trova uno spazio extraordinario dove si sente libero di essere nient’altro che ciò che è.

● Sappiamo che hai anche studiato montaggio audio-video e sceneggiatura .Ce ne parli?

Facevo ancora l’università e mi contattarono per fare un provino per un cortometraggio. Il regista si chiamava Marco Demurtas. Non solo il giorno fui scelta come protagonista ma conobbi quello che poi è diventato mio marito e che mi ha insegnato le regole base per scrivere le sceneggiature. Grazie a questo riuscii a scrivere per immagini e soprattutto a descrivere le immagini che la mia mente pensava….La cosa sorprendente e che con Marco abbiamo una sintonia perfetta. Io scrivo l’ossatura e abbozzo qualche dialogo. Lui è un dialoghista eccezionale che dà vita ai personaggi. Lo studiare anche il montaggio è stato poi fondamentale per realizzare low budget tutti i progetti, spesso laboratoriali, che nascevano e nascono.

● Marco Demurtas è un educatore in una Comunità di Sassari ,ci pare di aver capito che Marco è anche il regista del film.Ci parli di lui?

Si, Marco lavora alla Comunità per ex tossicodipendenti La Crucca di Don Chino Pezzoli. Grazie al lavoro che fa ormai da venti anni è l’uomo e l’artista che è. Gli dico sempre che il suo percorso personale è assolutamente unico e che lo aiuta ad avere idee ed intuizioni che nascono da una profondità che solo la conoscenza diretta del sociale può darti. Spesso l’arte incontra il sociale perchè va di moda ma quello che nasce non ha lo spessore che merita. Credo che in questo modo non si porti il giusto rispetto e si abbia una superficialità offensiva. Le riprese del film sono iniziate nel 2014 grazie al Progetto Agorà promosso dall'Assessorato alla Coesione Sociale e Pari Opportunità del Comune di Sassari e terminate alla fine del 2016. Due anni intensi dove ogni set veniva preparato con un laboratorio per rendere parte del lavoro le varie realtà sociali che ci ospitavano ( comunità di riabilitazione, centri sociali, associazioni disabili, associazioni extracomunitari). Un sogno condiviso grazie alla fiducia reciproca. Un film-laboratorio dove, ogni persona che ci ha lavorato, ha dato qualcosa della sua energia.

● Il film si chiama buon lavoro ,quando è nata l’idea?

L’abbiamo scritto 5 anni fa. Parla della società d’oggi dove augurare Buon Lavoro! risulta quasi una presa in giro.I personaggi, che si barcamenano con il precariato, si rifugiano nella tv dove c’è un reality per casi umani che li incolla e gli fa dimenticare i problemi.

●Molte sono le star accorse .Ne citiamo alcune .Giancarlo Giannini ,Giuliana De Sio ,Lina Sastri ,Giuseppe Giacobazzi, Peppe Iodice ,Franco Nero . Ma anche attori di teatro come Maria Rosaria Virgili e Massimo Bonaccorsi. Inoltre noti personaggi della tv hanno aderito al progetto con grande entusiamo ,soprattutto perché è un esperimento cinematografico assolutamente inedito e poi perché si occupa del sociale . Ricordiamo la criminologa Roberta Bruzzone e i giornalisti Carmelo Abbate, Giovanni Terzi e Red Ronnie.

Con alcuni non è stato difficile . Per esempio Carmelo Abbate ,Roberta Bruzzone Red Ronnie e Giovanni Terzi li conoscevamo gia da tempo perché spesso abbiamo chiesto il loro aiuto per progetti di volontariato , ai quali hanno sempre aderito con grande umanità . Conoscevamo gia il talento e la bravura dei due attori di teatro Massimo Bonaccorsi e Maria Rosaria Virgili ,li abbiamo raggiunti al telefono e hanno aderito con entusiasmo . A gli altri ci è bastato spiegare l’importanza del progetto ed è stato facile conquistarli . Ogni volto noto ha fatto da maestro sul set affiancando i ragazzi dei nostri laboratori. Una sorta di tutor che dava coraggio e insegnava i trucchi del mestiere. Potete immaginare l’emozione degli allievi che si trovavano a confrontarsi con persone di questo calibro

●Spieagaci il senso di questo film .

Il film-laboratorio ha regalato un sogno ai ragazzi che hanno partecipato. Ognuno si è confrontato con i vari mestieri del cinema e con altre realta’ sociali. È stata una scuola di vita e spero che questo percorso possa continuare in futuro.

Grazie Viola è stato davvero emozionante parlare con te . Ti auguriamo un in bocca al lupo e verremo siciramente a vedete il film al cinema . Ah come si dice in gergo cinematrografico ??? MERDA MERDA MERDA

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